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Come ricaricare un’auto elettrica

    Guidare un’auto elettrica significa ripensare la propria idea di mobilità. L’utilizzo di infrastrutture diverse da quelle a cui si è abituati per le auto a benzina o diesel, la necessità di imparare una nuova modalità per fare rifornimento, l’incertezza rispetto ai costi e ai tempi di ricarica e, soprattutto, all’autonomia di un pieno sono alcuni tra i fattori che dissuadono molti driver e fleet manager dall’adottare le nuove forme di mobilità elettrica.

    È bene considerare che la scelta dell’e-mobility e l’integrazione dei veicoli green nella flotta aziendale fornisce prima di tutto una riduzione dei costi di rifornimento: l’elettricità è generalmente più economica di altre forme di alimentazione e molte auto elettriche utilizzano la frenata rigenerativa per ricaricare la batteria.

    L’utilizzo di questo tipo di vetture ecologiche, servendosi dell’elettricità per la sua circolazione, non necessita di alcun tipo di carburante o combustibile e riduce le emissioni di anidride carbonica.

    Se si parla di autonomia, inoltre, è bene sapere che la capacità media di un’autovettura full electric supera i 200 km, cosa che la rende adeguata anche per gli spostamenti aziendali. Le percorrenze medie giornaliere dichiarate dai Fleet e Mobility Manager, infatti, non superano i 100 km.

     

    Vediamo quindi nel dettaglio come ricaricare un’auto elettrica, iniziando il nostro percorso all’insegna della mobilità sostenibile.

    Come funziona la ricarica di un’auto elettrica

     

    Cavi di ricarica

    Avere un’auto elettrica significa cambiare le proprie abitudini anche in funzione delle necessità di rifornimento. Ma partiamo dalle basi, ovvero dai cavi di ricarica. Ogni auto ha in dotazione un cavo a 230 volt, che unisce il connettore alla classica “presa domestica” Siemens. L’auto potrebbe avere in dotazione anche un cavo più performante, che consente il collegamento alle colonnine pubbliche o alle wallbox private.

    Spesso i punti di ricarica rapida hanno già il cavo incorporato: erogando una potenza maggiore, si necessita di cavi con diametro maggiore. La compatibilità con tali connettori varia a seconda del modello dell’auto elettrica ed è più indicato per le vetture ad alte prestazioni.

     

    L’ingresso per il cavo di ricarica non ha una posizione standard: in alcuni modelli di auto è situato in corrispondenza dello sportello laterale (come per le auto a benzina), in altri è previsto uno sportello frontale, altri ancora hanno la presa di ricarica integrata.

    I principali attacchi di ricarica sono due: il tipo 2 di Mennekes, presente quasi su tutti i veicoli elettrici, e il Combined Charging System – CCS Combo 2 che combina il metodo di ricarica AC (corrente alternata) e quello DC (corrente continua).

    Tipologie di ricarica di un’auto elettrica

    Esistono quattro principali tipologie di ricarica:

    cavo domestico (potenza di ricarica a seconda del contratto con il proprio fornitore di energia, in media 2,3 kW);

    wallbox, ovvero una colonnina domestica installabile nel proprio garage o parcheggio privato (dai 3 ai 7,4 kW);

    colonnina pubblica (7,4 kW);

    colonnina pubblica rapida (a partire da 22 kW).

    Nel caso delle colonnine pubbliche occorre individuare sul web o tramite le app dedicate la stazione di ricarica più vicina che sarà dotata di uno schermo in cui sarà possibile attivare la ricarica, tramite app o card magnetica fornita dalla casa automobilistica. Questi ultimi saranno utili anche a terminare la ricarica e a sbloccare il cavo.

     

    In tutti e quattro i casi è indispensabile posizionare l’auto in modo che il cavo e la presa siano comodi, per evitare danneggiamenti, e collegare il cavo sempre prima alla presa sulla colonnina o muro domestico e poi alla vettura.

     

    Tempi e costi di ricarica di un’auto elettrica

    I tempi e i costi per ricaricare un’auto elettrica dipendono dalla tipologia di ricarica e dal modello della vettura. In caso di ricarica con cavo domestico il costo è variabile a seconda del contratto del fornitore di energia, mentre i tempi di ricarica possono variare a seconda della capacità della batteria dell’auto, dalle 7 alle 30 ore.

    Ad esempio, la capacità della batteria di un suv full-electric come EQC di Mercedes Benz è di 80 kWh e per una ricarica completa impiegherebbe indicativamente 30 ore in caso di ricarica casalinga, circa 20 ore in caso di wallbox e circa 10 ore in caso di colonnina pubblica. Ovviamente all’aumentare della potenza di ricarica diminuisce il tempo impiegato, arrivando anche a poche ore nel caso di stazioni di ricarica rapida.

     

    Esistono diversi elementi che influenzano la velocità di carica: lo stato della batteria, la temperatura atmosferica e quella della batteria e, infine l’autonomia della batteria stessa.

    I costi per la ricarica dipendono innanzitutto dalla scelta di sistemi ad abbonamento oppure tariffe a consumo. La potenza di erogazione dell’elettricità e lo stato della batteria influenzano le tariffe finali. Ad esempio, ricaricando l’auto presso la propria rete domestica si spenderebbe in media 0,20 € / kWh, mentre usando una delle colonnine pubbliche a corrente alternata da 11 o 22 kW, il costo sarà circa 0,45-0,50 € / kWh.

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